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La stazione ferroviaria di Porto Empedocle C.le rappresenta, storicamente, uno dei più importanti scali ferroviari siciliani del ‘900. Fu infatti “stazione terminale” di una tra le prime ferrovie dell’isola, la Palermo – Roccapalumba – Girgenti – Porto Empedocle, fino all’inaugurazione della nuova stazione di Agrigento Centrale (negli anni trenta), e della più importante e longeva linea a scartamento ridotto dell’isola, la Castelvetrano – Ribera – Porto Empedocle. La linea ferroviaria Palermo – Roccapalumba – Girgenti – Porto Empedocle ha origini assai antiche. Della sua costruzione, si inizia a parlarne nel lontano 1860, quando diversi gruppi imprenditoriali che gestivano l’attività estrattiva in Sicilia, chiesero alle istituzioni del tempo di costruire una strada ferrata che collegasse i centri minerari dell’isola con la costa. Lo scopo principale era, infatti, quello di raggiungere i punti di imbarco (caricatori) del minerale di zolfo dell’area di Casteltermini, Montedoro, Comitini, Racalmuto e, quindi dirigersi su Porto Empedocle. La linea venne completamente attivata nel 1876 e quando nel 1885 passò alla gestione della Società per le Strade Ferrate della Sicilia, la cittadina marinara, con il suo porto, era già diventata un centro industriale di prim’ordine. Nel 1906 la linea fu riscattata dalla neonata Ferrovie dello Stato; nel 1907 erano pronti i progetti di un collegamento, tramite un percorso in parte costiero, con i comuni della parte occidentale dell’Isola, congiungendo Porto Empedocle con Castelvetrano in Provincia di Trapani. Il 20 giugno 1910 il primo tronco della ferrovia, da Castelvetrano a Selinunte, di 13,112 km, entrava in esercizio. I lavori andarono avanti lentamente fino al 2 luglio 1923 quando con l’attivazione del tratto da Sciacca a Ribera di 22,083 km si poté finalmente percorrere l’intera linea; però, giunti a Porto Empedocle, si era obbligati al trasbordo sulla linea a scartamento normale se si voleva raggiungere la stazione di Girgenti, (dal 1927 Agrigento Bassa), che distava 5 km dal centro cittadino
Porto Empedocle quindi, nel 1923, divenne capolinea di due direttrici ferroviarie a diverso scartamento. Vennero edificate altre stazioni: la prima, a pochi metri dalla “centrale” di via Lincoln, denominata “Porto Empedocle Succursale” si affacciava al porto e segnava il crocevia del traffico merci con ampio fascio di binari sia a scartamento normale che a scartamento metrico (ridotto). La seconda era denominata “Porto Empedocle Cannelle”, nell’omonimo quartiere, a pochi metri dalla via Roma e dalla Torre Carlo V sulla direttrice Ribera –Castelvetrano. L’ultima, invece, era ubicata in località Punta Piccola, zona al tempo inaccessibile se non mediante la ferrovia.
Nel 1933, con l’inaugurazione della nuova stazione di Agrigento Centrale, il capolinea della tratta ferroviaria proveniente da Palermo venne spostato nel capoluogo, mentre i collegamenti con Porto Empedocle vennero affidati a treni locali per garantire il proseguimento sulla linea per Ribera-Castelvetrano. Agli inizi degli anni cinquanta, l’introduzione di nuove automotrici RALn60, determinò un aumento del trasporto ferroviario di viaggiatori: i nuovi mezzi, infatti, rispetto ai vecchi treni a vapore, permettevano un viaggio più comodo e breve tra Agrigento e Castelvetrano. Le RALn60 trasportavano inoltre, ogni giorno, numerosi pendolari provenienti da diverse zone dell’agrigentino e del trapanese, che raggiungevano lo stabilimento Akragas della Montecatini di Porto Empedocle.
A partire dalla metà degli anni cinquanta si diffuse in Italia l’idea che la ferrovia in generale fosse un mezzo obsoleto da abbandonare progressivamente in favore dei trasporti su gomma. Ciò produsse disposizioni di legge che portarono alla dismissione di numerose tratta ferroviarie o linee complete; in Sicilia vennero dismesse molte ferrovie secondarie tra cui la Agrigento – Naro – Licata e la Lercara – Cianciana – Magazzolo. La Porto Empedocle – Castelvetrano, invece, resistette ancora a lungo a questa teoria di soppressioni dell’esercizio ferroviario, sia per la carenza di adeguate alternative di collegamento stradali, che per un ancora significativo traffico viaggiatori. In particolare, a Porto Empedocle, i residenti utilizzavano le automotrici RALn60 per raggiungere il mare usando il treno come una sorta di metropolitana di superficie. Quando nel 1966 una rovinosa frana colpì i quartieri nord occidentali di Agrigento e rese impossibile ai treni il transito verso la Stazione Centrale, la ferrovia di Porto Empedocle fu l’unica infrastruttura in grado di affrontare l’emergenza: da Castelvetrano, Sciacca e Ribera, partivano numerosi treni merci, trainati dalle instancabili locomotive a vapore. Nonostante tutto, a partire dai primi anni settanta si iniziò progressivamente a ridurre i servizi viaggiatori nella tratta Porto Empedocle – Castelvetrano. Contemporaneamente l’inaugurazione di diversi tratti ammodernati lungo la Strada statale 115 Sud Occidentale Sicula diede il colpo di grazia alla più importante linea a scartamento ridotto della Sicilia.
Nel 1976, dopo alcune opere di manutenzione effettuate nel ponte Sant’Anna, nell’omonima contrada, nel cuore della valle dei templi di Agrigento, venne eliminata la terza rotaia che permetteva alle automotrici provenienti da Porto Empedocle di raggiungere il capoluogo. Fu il preludio della fine: nel febbraio del 1978 la Stazione di Porto Empedocle fu declassata a raccordo e tutti i treni fino a Ribera, sostituiti con autoservizi. Stessa sorte toccò al secondo tronco della linea “Castelvetrano – Ribera” il 1 gennaio 1986. Agli inizi degli anni ottanta la caratteristica cintura ferroviaria a scartamento ridotto che tagliava in due il paese dal porto, fu trasformata in strada carrozzabile, ovvero l’odierna via Empedocle. Venne risparmiata una piccola porzione della stazione Porto Empedocle Succursale, a scartamento ordinario.
Nel 1985 le Ferrovie dello Stato elettrificarono la linea Palermo – Agrigento fino a Porto Empedocle. La stazione di Porto Empedocle centrale rimase in attività e presenziata fino al 1994: la vastissima area ferroviaria, tra le più grandi in Sicilia, venne utilizzata per gli accantonamenti, numerosi, di carri da demolire.
Nell’estate 2001 venne inaugurato, in via del tutto sperimentale, il cosiddetto servizio a spola tra Agrigento e Porto Empedocle che prevedeva una fermata intermedia al sito archeologico del tempio di Vulcano. Da allora annualmente, in occasione della settimana della Sagra del Mandorlo in fiore, lungo la linea viaggiano treni speciali che consentono ai cittadini di Porto Empedocle di raggiungere agevolmente il capoluogo. Si prospetta l’inizio di lavori per l’adeguamento della linea a metropolitana di superficie per garantire servizi giornalieri tra Agrigento e Porto Empedocle.
Dal febbraio 2010 l’Associazione Ferrovie Kaos, collabora con l’Ente Gestore alla pulizia e alla manutenzione della grande aerea ferroviaria. Dal maggio 2010, Ferrovie Kaos organizza, in collaborazione con Trenitalia e la Regione Siciliana alcuni treni speciali, riservati a studenti e turisti. Il convoglio che partendo da Agrigento, transita per la Valle dei Templi fino ad arrivare a Porto Empedocle, è stato battezzato Akragas Express.

VISITE PER GRUPPI O SINGOLI

E’ possibile programmare visite alla stazione di Porto Empedocle, contattando il consiglio direttivo dell’associazione all’indirizzo info@ferroviekaos.it o chiamando ai numeri 3299570774 oppure 3807985180.

La stazione è aperta il sabato (dalle 15.30 alle 19) e  la domenica (dalle 10 alle 13). E’ possibile concordare altri giorni della settimana per visite ed escursioni.